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Nel mondo della comunicazione, il lavoro di Albert Mehrabian rappresenta un punto di riferimento imprescindibile. Le sue ricerche hanno evidenziato come la trasmissione di un messaggio non si limiti alle sole parole, ma sia influenzata in modo significativo da elementi paraverbali e non verbali. Tuttavia, il vero valore delle sue percentuali (7% verbale, 38% tono di voce e 55% linguaggio del corpo) emerge soprattutto in situazioni di incongruenza tra questi livelli. Questo concetto è particolarmente rilevante oggi, in un’era dominata dalla comunicazione digitale, dove messaggi scritti, come quelli su WhatsApp, spesso perdono gran parte del loro contesto emotivo e relazionale, portando a fraintendimenti anche con l’uso delle emoticon.
Secondo Mehrabian, quando le parole, il tono di voce e il linguaggio del corpo sono in armonia, il messaggio viene percepito come coerente e autentico. Tuttavia, quando c’è una discrepanza tra questi elementi, è il non verbale a prevalere. Ad esempio, un complimento espresso con un tono piatto e un’espressione facciale neutra risulterà poco convincente, nonostante le parole siano positive. Questo fenomeno è ancora più evidente nella comunicazione scritta, dove mancano completamente il tono di voce e il linguaggio del corpo, lasciando spazio a interpretazioni spesso errate.
Nell’era dei messaggi istantanei, la comunicazione si è ridotta a un flusso di testo, spesso arricchito da emoticon per cercare di trasmettere emozioni. Tuttavia, le emoticon sono solo una rappresentazione approssimativa delle nostre intenzioni e non possono sostituire la ricchezza espressiva di una conversazione vis-à-vis. Un semplice “ok” può essere interpretato come accondiscendente, scortese o neutro, a seconda del contesto e dello stato d’animo del lettore. Senza il supporto del tono di voce o della gestualità, il rischio di fraintendimenti è altissimo, anche quando si utilizzano simboli come faccine o punti esclamativi.
Questo limite della comunicazione digitale ci ricorda l’importanza di tornare al contatto diretto, soprattutto quando si tratta di conversazioni significative o delicate. Un incontro vis-à-vis permette di cogliere le sfumature emotive, di osservare il linguaggio del corpo e di ascoltare il tono di voce, elementi essenziali per una comunicazione autentica ed efficace.
Immaginate un manager che invia un messaggio ai suoi collaboratori per annunciare un cambiamento organizzativo. Le parole sono incoraggianti, ma senza il supporto del tono di voce e della gestualità, il messaggio potrebbe essere percepito come freddo o poco coinvolgente. Al contrario, una riunione faccia a faccia permetterebbe al manager di trasmettere entusiasmo, sicurezza e empatia, riducendo l’ansia e aumentando la fiducia del team.
Allo stesso modo, in ambito personale, un messaggio come “Ci vediamo dopo” può essere interpretato in modi diametralmente opposti: come un invito cordiale o come una frase frettolosa e distaccata. Senza il contesto non verbale, il rischio di malintesi è sempre in agguato.
Consapevolezza dei Segnali Non Verbali: Per migliorare la congruenza nella comunicazione, è essenziale essere consapevoli del proprio linguaggio del corpo e del tono di voce. Registrare le proprie interazioni o chiedere feedback può aiutare a identificare e correggere eventuali incongruenze.
Allenamento e Formazione: Partecipare a corsi di comunicazione efficace o sessioni di coaching può fornire gli strumenti necessari per sviluppare una comunicazione armoniosa e persuasiva.
Tecniche come la Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) possono essere particolarmente utili.
Pratica del Feedback: Creare un ambiente in cui il feedback è incoraggiato e costruttivo permette di affinare le proprie capacità comunicative e di correggere eventuali discrepanze tra i diversi livelli di comunicazione.
Ritorno al Vis-à-Vis: Per le conversazioni importanti, preferire il contatto diretto o, quando non possibile, una videochiamata. Questo approccio permette di recuperare quegli elementi paraverbali e non verbali che rendono la comunicazione più autentica e meno soggetta a fraintendimenti.
Le percentuali di Mehrabian ci offrono una prospettiva affascinante sulla complessità della comunicazione umana, sottolineando l’importanza del non verbale e del paraverbale. Tuttavia, in un mondo sempre più digitale, è fondamentale ricordare che i messaggi scritti, anche con l’aiuto delle emoticon, non possono sostituire la ricchezza di una conversazione vis-à-vis. Investire nella consapevolezza, nell’allenamento e nel ritorno al contatto diretto non solo migliorerà la nostra capacità di comunicare, ma ci aiuterà a costruire relazioni più autentiche e significative. La prossima volta che dovete trasmettere un messaggio importante, chiedetevi: è il caso di inviare un messaggio o di incontrarvi di persona? La risposta potrebbe fare la differenza.
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Luigi De Santis esperto formatore soft skills e scrittore libri self help.
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